Tra la Vita e la Morte: confraternite a BO

Tra la Vita e la Morte – Due confraternite bolognesi tra Medioevo e Età Moderna

Una delle mostre organizzate dal nostro Museo Medievale che ricordo con maggior piacere è stata quella dedicata alle nostre confraternite più famose, quella della Vita e quella della Morte.
La mostra, allestita da Dicembre 2015 a Marzo 2016, era corredata da un catalogo ricchissimo di informazioni e curiosità che è tuttora uno dei pezzi forti della mia biblioteca, avendo l’innegabile pregio di porre dei “paletti” nella storia di queste importanti istituzioni.

 

I Battuti del 1206

La confraternita più antica è quella dei dei Battuti o Disciplinati o Flagellanti bolognesi che nasce in reazione al passaggio per la città di Raniero Fasani nell’ottobre del 1260.
La confraternita aprirà un hospitale (dal latino Hospitalia, stanze destinate agli ospiti – in questo momento sono luoghi che accolgono i pellegrini in viaggio per Roma e impartiscono alcune cure di base, garantendo un letto e un pasto caldo più che medicine e dottori) presso la chiesetta di San Vito dei Lambertazzi.

 

I Laudesi (piccola parentesi)

Nella seconda metà Duecento ai Battuti si affiancheranno i Laudesi che presentano alcune fondamentali differenze.
Le riunioni avevano
larghissima partecipazione popolare, accoglievano anche le donne ( a differenza dei Battuti), non usavano cappe o segni particolari, erano Mariani (gravitavano cioè attorno alla figura di Maria) e non Cristocentrici come i Battuti (erano focalizzati sul Cristo) e presentavano un’attività ospedaliera frazionata in piccole istituzioni. Già nel 1290 una compagnia di Laudesi si incontrava nella cripta di S. Pietro, un’altra a S. Lorenzo dei Guarini, un’altra a S. Maria dei Servi.
Nel
1317 viene creata la Compagnia di S. Maria delle Laudi detta di S. Francesco perchè si riuniva a San Francesco ma aveva un ospedale all’inizio di via Nosadella per l’assistenza di poveri e infermi …ma di questa parleremo in un prossimo articolo.

Quello che ci interessa mettere in risalto è l’estremo dinamismo delle compagnie nella nostra città che nascono per una spinta popolare e non per una proposta da parte della Chiesa (le uniche compagnie nate dalla Curia mi risultano essere quella del Corpus Domini e quella del Rosario)

I Battuti del 1336

Gli anni ’30 del Trecento sono anni difficili, quelli della cattività avignonese, per capirci.
Il Papa è in Francia e a Roma regna il caos, in reazione a questa crisi (che ha già visto la caduta, tra il 1307 e il 1312 dei templari, ordine potente anche nella nostra città) nasce nel 1336 una nuova grande società dei Battuti che nel 1347 darà vita ad un ospedale, posto di fronte a quello di San Vito, di fianco a San Petronio, nell’angolo che oggi è formato da Via dell’Archiginnasio e via dei Musei.

Per differenziarli dalla nuova compagnia, i Battuti di S. Vito saranno definiti veteres, vecchi.
I nuovi Battuti del 1336 organizzeranno una conforteria dei condannati a morte, un servizio per la cura materiale e spirituale di coloro che venivano condannati dal tribunale bolognese.
La nuova compagnia prenderà pertanto il nome di Confraternita della Morte mentre i Battuti del 1260 si trasformeranno da Confraternita “de Vito cioè di San Vito in Confraternita “de Vita” dando vita a S. Maria della Vita e alla dicotomia Vita/Morte che anima questa zona del Quadrilatero.

 

Dagli Hospitales medievali al Nosocomio Moderno

Nel 1725 l’ospedale della Vita si era già trasferito in via Riva Reno 52.

Nel 1801 l’ospedale della Morte verrà unito a quello della Vita, lasciando liberi i locali in via dell’Archiginnasio che nella prima metà dell’Ottocento verranno modificati da Coriolano Monti con la creazione della grande scala di accesso al piano superiore. Ulteriori modifiche verranno apportate nel 1875 con l’aggiunta del braccio di levante e quello meridionale per ospitare le collezioni del Museo Archeologico, inaugurato nel 1881.
Ebbene si, il nostro Museo altro non è che l’antico Ospedale della Morte e il moderno atrio occupa lo spazio della Chiesa della Compagnia della Morte.

Nel 1814 venne attribuita una nuova denominazione ai due antichi ospedali: nasce così l’Ospedale Maggiore che, distrutto nel 1943 dai bombardamenti sarà ricostruito nel 1955 fuori porta Saffi.

Possiamo ben dire, soprattutto di questi tempi, “Ospedale Maggiore, al servizio dei bolognesi fin dal 1260!”

Questa la copertina del catalogo della mostra: se lo trovate in vendita non fatevelo scappare!

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