"Ulisse L'arte e il mito" La mostra a casa tua: le Sirene (parte 2)

Continuiamo a parlare della mostra, allestita a Forlì e dedicata a “Ulisse. L’arte e il mito.

Continuiamo la presentazione della figura, complessa e affascinatane, della Sirena.

 

LE SIRENE DEL MEDIOEVO

Da sirena-uccello a sirena-pesce

Le sirene con la coda di pesce compaiono già in epoca medievale e molti studiosi hanno ipotizzato una fusione dei miti greci con leggende di origine nordica portate dai popoli che invasero l’impero romano.

Dal cielo al mare

Perchè il passaggio dall’aria all’acqua?
Non è una trasformazione casuale ma risponde ad un preciso progetto.
L’uccello, animale d’aria, partecipa della natura del cielo e in qualche modo della natura divina. Quest’immagine è coerente con la figura delle sirene che tentano Ulisse promettendogli la conoscenza di quello che è avvenuto o avviene sulla terra.
Il mare, l’abisso primordiale, ha un chè di primitivo e selvaggio.
I suoi abitanti, dispensatori di disgrazia o di salvezza, sono in genere descitti, come Tritone, con un forte appetito sessuale.
La sirena medievale, simbolo di lussuria e desiderio diventa una creatura marina.

Le donne – pesce

Una precisa menzione delle donne-pesce la troviamo nel Liber monstrorum de diversis generibus
In questo catalogo di mostri, composto tra il VII e l’VIII secolo d.C., donne-pesce bellissime che seducono i marinai.
Già Porfirio (filosofo, teologo e astrologo) nel III secolo d.C. vede nelle sirene la personificazione della “bramosie che attirano nel peccato, che conduce alla rovina”.
Siamo già nella visione medievale. Seduzione sessuale e minaccia mortale.

Le sirene nell’arte romanica

Nell’arte romanica sono riprodotte ovunque, dai capitelli delle chiese, ai bassorilievi, ai mosaici, ai sarcofagi.
Di solito sono bicaudate, hanno cioè la coda divisa in due estremità, alzate ai lati del corpo.
I capelli sono sciolti, in un atteggiamento sensuale.

Le sirene nell’arte gotica

A partire dalla seconda metà del XIII secolo, in età gotica, eleganti cassettine vengono realizzate in avorio e destinate alle corti e alla “gente nova”, arricchita.
Il gusto delle storie antiche rimane. Ulisse, Paride, Achille vanno a ornare oggetti e piccoli manufatti.
Anche qui tra le figure mitologiche ritroviamo le sirene, associate alla bellezza, al piacere corporale.

Cosa ci fanno, perciò, le Sirene in Chiesa? Da tentazione della conoscenza….

Nei bestiari le sirene sono descritte come crudeli, uccidono gli uomini dopo averli addormentati con le loro melodie incantatrici, si associano alla doppiezza e all’inganno.
All’inizio l’aspetto sessuale non è così marcato.
Nella cattedrale di Otranto una sirena è rappresentata sotto l’altare.
Non c’è ostentazione dei genitali né viene enfatizzato l’elemento grottesco
Qui la sirena rappresenta la tentazione della «conoscenza totale» ovvero la sapienza pagana, sapienza pericolosa per i cristiani.

a tentazione della carne.

Nella basilica di San Giovanni Evangelista del 1213, di circa vent’anni posteriore a quella di Otranto, la sirena diventa simbolo delle tentazioni del mondo.
La donna pesce, con la coda aperta e invitante, rappresenta la voluttà mondana che insidia il retto credente.

Ma la Sirena può essere anche “buona”?

Nella cultura cristiana la sirena può diventare e a volte lo diventa, il simbolo della Comunità di Cristo stessa.
La Chiesa, con voce suadente canta ai fedeli la Parola del Signore e li invita ad entrare.

Dante e le sirene

Di quella visione del fantastico e del mostruoso che minaccia gli uomini si fa carico ancora Dante.
Nel XIX canto del Purgatorio (vv. 1924) mantiene la simbologia:

‘Io son’, cantava, ‘io son dolce serena
che’ marinai in mezzo mar dismago;
tanto son di piacere a sentir piena!
Io volsi Ulisse del suo cammin vago
al canto mio; e qual meco s’aùsa,
rado sen parte; sì tutto l’appago”.

I PEZZI ESPOSTI IN MOSTRA

Sirena bicaudata XI secolo marmo Cividale del Friuli, Museo Archeologico Nazionale

Il più antico dei reperti di età medievale e risale al XI secolo: nella lastra di Cividale, di incerta provenienza, la sirena descrive perfettamente la nuova simbologia della lussuria.

 

 

 

 

Artista Ravennate Sirena bicaudata 1213 mosaico pavimentale, Ravenna, basilica di San Giovanni Evangelista.

Nel mosaico ravennate del 1200, proveniente dall’antico ciclo decorativo della chiesa di San Giovanni Evangelista, la sirena appare frontale, con le due code asimmetriche di pesce aperte ai lati del corpo e trattenute dalle mani, la chioma bionda e fluente ricadente sui fianchi fino alle braccia, il seno appena accennato.

[Paola Refice, estratto scheda di catalogo]

La foto nella fascia superiore della pagina rappresenta la sirena bicaudata all’entrata della Pieve a Corsignano (Foto: Alberto Cameroni) sito  https://www.parcodellavaldorcia.com/storie/la-simbologia-della-sirena-bicaudata/

Io son dolce Sirena - La Musica Della Commedia - ENSEMBLE SAN FELICE - FEDERICO BARDAZZI

Dai un'occhiata agli altri articoli: