La Cripta di San Zama, un tesoro ritrovato

Le origini

La Cripta di San Zama è un’importantissima testimonianza della prima fase del cristianesimo a Bologna.
Alla fine del I secolo d.C. S. Apollinare è inviato da Pietro ad evangelizzare l’Emilia Romagna, determinando probabilmente la nascita della prima comunità cristiana a Bologna.
Durante il regno di Galieno, attorno al 270 d.C. San Zama crea un luogo di ritrovo e di culto per i cristiani fuori dall’area urbana, nei pressi della via Aemilia, dedicandolo a San Pietro.

La fase antica

Durante le persecuzioni di Diocleziano (302-305 d.C.) che videro il martirio dei Santi Vitale e Agricola, i cristiani bolognesi vissero anni di paura ma con l’editto di Costantino del 313 poterono finalmente professare il loro culto liberamente.
La cattedrale venne edificata nel centro della città (dove si trova tutt’ora) mentre il sacello voluto da San Zama rimase come luogo di sepoltura dei vescovi.
A partire dal 393 d.C. alla cattedrale dedicata a San Pietro e alla Cripta di San Zama si unì un terzo importante centro di culto: la chiesa dei Santi Vitale e Agricola, voluta dal vescovo milanese S. Ambrogio.
A questa chiesetta si aggiunse, dopo il 432 per volere di S. Petronio, la chiesa del Santo Sepolcro andando a formare il primo nucleo del complesso dedicato a Santo Stefano.

Il periodo medievale e rinascimentale

Mentre il complesso stefaniano conobbe una continua crescita, la cripta di San Zama e la sovrastante chiesa dei Santi Naborre e Felice mostra tracce di decadenza a partire dal 903.
Saranno i Benedettini, già presenti a Santo Stefano, a ridarle lustro attorno al 1100 con un’importante riedificazione che si prolunga fino al 1384.
Successivamente, per il complesso di via dell’Abbadia, comincia un periodo di decadenza che neanche le clarisse, a cui la chiesa venne affidata nel 1531, riuscirono ad arginare.
Nonostante un’importante riedificazione della chiesa dei Santi Naborre e Felice nel 1634 la chiesa perse lo status di parrocchia  a favore di S. Maria della Carità.

Il complesso in età moderna

Dopo le soppressioni volute da Napoleone Bonaparte (1798), il convento divenne lazzaretto, poi casa di correzione e, dopo il 1868, Ospedale Militare. Risparmiata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e restituita al pubblico alla fine del 2017 la Cripta di San Zama testimonia la prima fase della religiosità bolognese, restituendoci un luogo di culto edificato attorno al 1100 su strutture preesistenti, utilizzando materiale risalente al VI-VIII secolo d.C. e decorato nella seconda metà del ‘700 da interessanti dipinti attribuiti alla scuola del Bigari.

Dopo un’introduzione storica, che metterà in risalto gli stretti legami tra San Zama, la cattedrale di San Pietro e il suggestivo complesso di Santo Stefano, la visita proseguirà nella cripta, realizzata attorno al 1100 con numerosi pezzi di riutilizzo risalenti all’età romana.

Guida: Ilaria Francia

NOTE:

La visita si terrà anche in caso di maltempo. Minimo 10 partecipanti.
Prenotazione obbligatoria al numero 348 1431230 (pomeriggio e sera).
Iniziativa rivolta esclusivamente ai soci. Sarà possibile associarsi al momento della visita guidata compilando l’apposito modulo e ricevendo la tessera (da presentare alle visite successive). La quota associativa è di 10€ e la prima visita guidata è in omaggio.

quando

QUANDO:

 Giovedì 29 agosto 2019
Ore 21.00

Repliche Giovedì 26 settembre

dove

DOVE:

Ritrovo in via dell’Abbadia 1

costo

COSTO:

L’Associazione chiede un contributo di 15€ per adulti, 13€ per adolescenti (12-18 anni), 8€ per bambini (fino a 12 anni)

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