La chiesa di S. Girolamo: gloria e splendore del barocco bolognese

La visita guidata

Occasione unica per visitare con la nostra Ilaria, guida d’eccezione, la bellissima chiesa di San Girolamo della Certosa. Normalmente, infatti, la chiesa è aperta solo per la messa e i funerali, pertanto difficilmente visitabile. Grazie alla disponibilità dei Padri Passionari potremo accedere e approfondire le bellissime opere d’arte esposte.

Le origini della fortuna della chiesa di San Girolamo

Nel 1359 la chiesa, costruita a partire dagli anni ’30 del Trecento dai Certosini, viene consacrata a San Girolamo. Già a partire dai primi del Quattrocento il monastero annesso alla chiesa assume un ruolo rilevante nel panorama bolognese, essendo retto dal Beato Nicolò Albergati, che fu vescovo della nostra città dal 1417. Tra i suoi segretari troviamo il giovane Tommaso Parentucelli, che nel 1447 divenne papa assumendo, non a caso, il nome di Nicolò V.
Nicolò V
dona alla chiesa il grande Polittico opera dei fratelli Vivarini, che oggi è conservato alla Pinacoteca Nazionale

Da Bartolomeo Cesi al Guercino

Alla fine del Cinquecento Bartolomeo Cesi, maestro della pittura bolognese, viene chiamato a decorare l’Altare Maggiore. Da questo momento comincia per la chiesa un periodo di grandi commissioni che coinvolgeranno i più grandi artisti dell’epoca.
Ludovico e Agostino Carracci vengono chiamati a rappresentare rispettivamente la Predica del Battista e la Comunione di San Girolamo (oggi in Pinacoteca).
Una tela viene commissionata a Guido Reni ma rimane incompiuta. Dal momento che il Guercino rifiuta di terminarla, la tela viene data a Giovanni Andrea Sirani, allievo del Reni, in parziale pagamento della grande tela realizzata dal pittore nel 1652. Di quest’opera del “Divino Guido” si sono perse le tracce.
Il Guercino, infine, viene chiamato a dipingere la Visione di San Bruno, da sempre considerato uno dei suoi capolavori e conservato in Pinacoteca.

Il grande ciclo cristologico

E’ composto da undici grandi tele rappresentanti episodi significativi della vita di Cristo, databili tra gli ultimi anni del Cinquecento e il 1658.
Le prime tre tele sono dipinte da Bartolomeo Cesi per l’Altare Maggiore e rappresentano l’Orazione nell’orto, la Crocifissione e la Deposizione.
Altre otto sono eseguite tra il 1644 e il 1658 per volere del priore Don Raffaele Granchio da grandi artisti dell’epoca: il napoletano Nunzio Rossi è autore della Natività, che era collocata nella controfacciata (oggi si trova nel Palazzo Comunale, di fianco alla Sala Rossa). Francesco Gessi raffigura poi La cacciata dei mercanti dal Tempio e La Pesca Miracolosa (1648), Giovan Andrea Sirani è l’autore de La Cena in casa del Fariseo (1652), la figlia Elisabetta dipinge Il Battesimo di Cristo (1658).
Lorenzo Pasinelli è l’autore della grande tela raffigurante Il Cristo che appare alla madre assieme ai santi Padri liberati dal Limbo (1657) e l’Ingresso di Cristo in Gerusalemme (1658), mentre infine Giovanni Maria Galli Bibiena è l’autore de La resurrezione di Cristo (1657) e Domenico Maria Canuti de Il Giudizio Universale (1658).
Il tessuto che compone le grandi tele non presenta alcuna cucitura: fu commissionato ad una manifattura straniera poichè in Italia non c’erano telai sufficientemente grandi!

NOTE:

Minimo 10 partecipanti. La visita si terrà anche in caso di maltempo.
Prenotazione obbligatoria al numero 348 1431230 (pomeriggio e sera).

Iniziativa rivolta esclusivamente ai soci. Sarà possibile associarsi al momento della visita guidata compilando l’apposito modulo e ricevendo la tessera (da presentare alle visite successive). La quota associativa è di 10€e la prima visita guidata è in omaggio.

quando

QUANDO:

Domenica 15 dicembre 2019, ore 14.30

dove

DOVE:

Ritrovo all’ingresso della chiesa, via della Certosa 18

costo

COSTO:

L’Associazione chiede un contributo di 10€ per adulti e 5€ per bambini sotto i 12 anni. E’ richiesto un contributo di 2€ per l’illuminazione della chiesa.

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