Capolavori in Pinacoteca: il meglio dell’arte bolognese

La visita guidata

Non perdete quest’occasione per visitare la bellissima Pinacoteca Nazionale con la nostra Ilaria.
Il suo entusiasmo vi saprà contagiare e questa visita ai capolavori dell’arte bolognese sarà un’esperienza indimenticabile.

I grandi capolavori (liberamente tratto dal sito della Pinacoteca): il Trecento

L’itinerario di visita si snoda a partire dalle ricche testimonianze del Trecento bolognese, con opere dello Pseudo Jacopino, di Vitale e di Simone dei Crocefissi, senza dimenticare la significativa presenza del polittico di Giotto.

Il Rinascimento e il Cinquecento

E’ testimoniato dai ferraresi Francesco del Cossa con la “Pala dei Mercanti” ed Ercole Roberti e dai bolognesi Francesco Francia, Lorenzo Costa e Amico Aspertini.
Procedendo dal capolavoro dell’”Estasi di santa Cecilia” dipinto per Bologna da Raffaello, il percorso giunge – dopo le opere di Parmigianino (la cosiddetta “Pala di S. Margherita”) e del Passerotti – alla riforma di fine Cinquecento, testimoniata dalla folta produzione dei Carracci, all’interno della quale vanno almeno citate la “Comunione di san Girolamo” di Agostino la “Pala di san Ludovico” di Annibale, l’”Annunciazione” e la “Madonna Bargellini” di Ludovico.

Il Seicento

Seguono poi i capisaldi del Seicento emiliano con opere di Guido Reni, fra i cui capolavori vanno segnalati la “Strage degli innocenti” e la cosiddetta “Pala del voto”; con le tre straordinarie pale di Domenichino raffiguranti “Il martirio di sant’Agnese”, la “Madonna del Rosario” e il “San Pietro martire”; il “Battesimo di Cristo” di Francesco Albani; il “Compianto su Cristo” di Alessandro Tiarini, “Sebastiano curato da Irene” e “Vestizione di san Guglielmo”, di Guercino.

Settecento multiforme

L’itinerario si conclude col Settecento multiforme – volta a volta aristocratico e popolare – di Giuseppe Maria Crespi (ne ricordiamo la “Fattoria” e l’”Autoritratto”); di Donato Creti (le due “Tombe allegoriche”) e dei fratelli Gaetano e Ubaldo Gandolfi.

La Pinacoteca Nazionale

All’inizio del ‘700 Luigi Ferdinando Marsili fornisce un nuovo impulso alla vita culturale bolognese fondando un Istituto delle Scienze e delle Arti.
L’Istituto era diviso in Accademia delle Scienze e Accademia Clementina (così chiamata per le numerose elargizioni di Papa Clemente XI) già dotata di un ricco patrimonio derivato da collezioni private.
Con la soppressione degli ordini monastici nel 1796 molti quadri furono raccolti all’Accademia Clementina che nel 1802 divenne Accademia di Belle Arti.
Per poter esporre degnamente le molte opere d’arte agli studenti venne requisito il convento di S. Ignazio dei gesuiti.
Tra il 1914 e il 1930 venne realizzata una nuova ala, su progetto di Edoardo Collamarini.
Dal 1950 su impulso di Cesare Gnudi si ristrutturò l’intero percorso espositivo.

NOTE:

Minimo 10 partecipanti. La visita si terrà anche in caso di maltempo.
Prenotazione obbligatoria al numero 348 1431230 (pomeriggio e sera).

Iniziativa rivolta esclusivamente ai soci. Sarà possibile associarsi al momento della visita guidata compilando l’apposito modulo e ricevendo la tessera (da presentare alle visite successive). La quota associativa è di 10€e la prima visita guidata è in omaggio.

quando

QUANDO:

Domenica 1 dicembre 2019, ore 15.30

dove

DOVE:

Ritrovo davanti all’ingresso della Pinacoteca, Via delle Belle Arti 56

costo

COSTO:

L’Associazione chiede un contributo di 10€ per adulti e 5€ per bambini sotto i 12 anni. L’ingresso alla Pinacoteca è gratuito.

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