Piazza dell’Otto Agosto 1848

Il nome attuale le fu assegnato con delibera del 3 dicembre 1874 e commemora la cacciata delle truppe Austriache da Bologna durante i moti risorgimentali. Adiacente alla Via Irnerio, in corrispondenza del Giardino della Montagnola, vi confluiscono le vie: Pietro Maroncelli (patriota, musicista e scrittore italiano, compagno di cella di Silvio Pellico allo Spielberg), Ciro Menotti(importantissimo eroe risorgimentale modenese) e Federico Venturini (avvocato coinvolto, appunto, nei moti del 1848). In realtà l’antichissima piazza nacque nel 1219 ove prima erano orti ed arboreti. Inizialmente fu chiamata “Campo del Mercato” poichè vi venne trasferito il grande mercato settimanale del bestiame, che prima aveva luogo davanti alla chiesa di S. Bartolomeo di Reno (detta anche Madonna della Pioggia, in via Galliera). Il privilegio di tenere mercato regolarmente vine fatto valere ancora oggi: è la nostra Piazzola, luogo di ritrovo delle zdaure bolognesi da ben 798 anni!) ; in seguito prese il nome di “Piazza d’Armi” e “Piazza della Montagnola”.

In origine,a chiudere a nord la piazza c’era la Chiesa di S. Giovanni Decollato, i due Cimiteri della Morte e della Vita, e l’avanzo della fabbrica dell’Ospedale di S. Giovanni Battista degli appestati.

La Chiesa di S. Giovanni Decollato fu fondata dalla Compagnia della Morte nel 1350: come suggerisce il nome ospitava le ultime manifestazioni religiose per i condannati a morte per decapitazione che venivano giustiziati nella piazza e sepolti nel vicino Ospedale della Morte. La chiesa, soppressa nel 1808 venne demolita nel 1809 e molti mattoni confluirono nel muro di contenimento della Montagnola verso le mura di Galliera e nello Sferisterio.

Vicino alla chiesa c’era l’Ospedale di S. Giovanni Battista degli Appestati, detto anche del Morbo Epidemico, costruito nel 1453. Nel 1506 fu soppresso e poi distrutto nel 1508 perchè ostacolava la ricostruzione del Castello di Galliera (rovine di fronte all’Autostazione).

I due Cimiteri degli Ospedali della Morte e della Vita erano circondati da mura: nel primo erano seppelliti i cadaveri dei giustiziati, in entrambi erano traslati i resti provenienti dalle tombe dei diversi cimiteri annessi alle parrocchie della città: come dice il Guidicini “potevasi considerare esser questo il deposito generale di tutti i cadaveri della Città”.

Nell’immagine la Piazzola nella Pianta dipinta in una stanza del Vaticano nel 1575: la chiesa di San Giuseppe non esiste più mentre San Benedetto, che si intravede in basso a destra, aveva ancora la facciata su via Galliera e l’abside verso la piazza